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Ecco le cinque regole per disfarsi di un’elettrodomestico

Ecco le cinque regole per disfarsi di un’elettrodomestico

Come si ricicla un elettrodomestico? Che cosa fare della vecchia lavatrice non funzionante? Troppo spesso frigoriferi, condizionatori, televisori, computer, piccoli elettrodomestici sono trattati impropriamente: quelli più piccoli finiscono nella raccolta indifferenziata, mentre quelli più ingombranti vengono abbandonati in strade, campi, boschi e spiagge, ovunque, tranne dove dovrebbero essere consegnati. Ecodom - il primo Consorzio italiano nella gestione dei RAEE, ovvero i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – che è stato protagonista della operazione “Puliamo il mondo 2013” - presenta 5 regole da tenere bene a mente prima di disfarsi del proprio vecchio elettrodomestico. 

Primo, non buttare mai i RAEE nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente, e non dimenticarli in casa. 

Secondo, portarli alle isole ecologiche più vicine. I centri di raccolta, o isole ecologiche, sono strutture allestite dagli Enti Locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti (tra cui i RAEE). Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente (evitando la dispersione di sostanze inquinanti) e il riciclo delle materie prime. 

Terzo, in caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente. Dal giugno 2010, grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Uno contro uno”, i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente. 

Quarto: richiedere il ritiro a domicilio per i RAEE ingombranti. Si tratta di un servizio presente in molti Comuni. 

Infine, bisogna ricordare che i RAEE possono diventare preziose risorse se correttamente riciclati, mentre, se trattati in modo non corretto, possono essere dannosi per l’ambiente. Da un frigorifero, ad esempio, si ottengono fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio, ma lo stesso frigorifero contiene anche sostanze altamente inquinanti, come i CFC e gli HCFC, gas ozono-lesivi. Se abbandonato, quel frigorifero finirà probabilmente nelle mani di soggetti interessati soltanto a ricavarne le materie aventi valore economico, che non si preoccuperanno minimamente di recuperare in modo corretto le sostanze inquinanti. 

“È fondamentale - commenta Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom - che nel nostro Paese aumenti la responsabilità individuale su un tema importante, ma molto spesso trascurato, come il trattamento degli elettrodomestici a fine vita. Con soli 4 kg pro capite annui di RAEE raccolti e correttamente trattati, l’Italia si posiziona infatti solo al 16° posto in Europa ed è lontanissima dagli obiettivi di raccolta stabiliti dalla nuova direttiva comunitaria sui RAEE, pari a circa 12 kg/abitante annui (il triplo degli attuali) a partire dal 2019”.

Fonte: La Stampa

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